ZARATE E PANDEV ANCORA A SEGNO. LA LAZIO VINCE A TORINO
Una grande Lazio batte il Torino in trasferta con un netto 1-3. Doppietta di Zarate, che si conferma capocannoniere con sei gol in cinque partite e rete di Pandev. La Lazio di Rossi continua a volare
Quarto successo in cinque giornate di campionato e primo posto in classifica in attesa del derby di Milano. La Lazio continua a stupire e in una trasferta insidiosa e pericolosa come quella di Torino, torna a casa con un successo pieno e con tanti segnali positivi: i numeri di Zarate, due gol e un assist, la concretezza di Pandev al quarto gol in campionato, la grande freschezza di Foggia e l'esuberanza di Carrizo, che esalta i tifosi a suon di "gambete" e numeri di alta scuola.
La Lazio vola e lo fa con la consapevolezza della grande squadra. Soffre nel primo tempo, quando la maggiore veemenza granata la costringe spesso ad andare in affanno, ma esce alla distanza, chiudendo (come spesso accade) in attacco.
Rossi conferma gli stessi undici che mercoledì scorso hanno umiliato la Fiorentina, con Foggia e Mauri in appoggio alla coppia delle meraviglie: Zarate - Pandev.
Proprio da una giocata dell'argentino nasce il gol del vantaggio. Dopo mezz'ora di sbadigli, Zarate prende palla al limite dell'area granata, stordisce di finte Colombo e Pratali e con la punta del piede destro serve una palla che Pandev trasforma nel gol del vantaggio.
La reazione del Torino è veemente: Abbruscato colpisce la traversa con un pallonetto beffardo, Abate sfiora il palo di testa e Saumel calcia alto a cinque metri da Carrizo. La difesa laziale sbanda. Cribari è costretto a lasciare il campo (sostituito da Rozehnal) dopo una gomitata di Abbruscato, che con Bianchi fa soffrire la difesa sulle palle alte.
Nella ripresa la Lazio ai aggiusta tatticamente. Pasquale Foggia sale in cattedra a suon di dribling, giocate in velocità e coperture a centrocampo (cosa inedita fino a qualche tempo fa per lui), mentre Zarate mette sempre in diffcoltà la difesa avversaria e dopo diciotto minuti trova il gol del raddoppio con un bolide da venticinque metri che si insacca all'incrocio dei pali.
Sullo 0-2 la Lazio amministra la gara, con un Foggia sempre presente, un Meghni (entrato al posto di Mauri) concentrato e un Brocchi generoso. E' lo stesso mediano a procurarsi il rigore che chiude la gara, fermato da Sereni (bravo a ribattere i tiri di Zarate e lo stesso Brocchi, prima di fermarlo) che si becca anche il cartellino rosso. Il Torino, che aveva finito i cambi, manda in porta Ventola, che viene spiazzato dal dischetto da Zarate.
L'argentino continua a stupire, con sei gol in cinque giornate e regala sprazzi di vera e pura classe argentina. Come Carrizo, che nel finale si prende la briga di driblare due volte il malcapitato Abbruscato.
Il rigore di Amoruso (che porta poi all'espulsione di De Biasi) è valido solo per le statistiche, ma non toglie nulla al successo netto e meritato di una Lazio sempre più sorprendente e straordinariamente concreta.
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