Con il gol di Simone Inzaghi, segnato al 90' la Lazio evita la sconfitta e pareggia in extremis il gol realizzato da Tiribocchi nel primo tempo. Tante occasioni create e tanti errori, compreso quello di Carrizo in occasione del vantaggio leccese
Una faticaccia assolutamente imprevista. Nessuno avrebbe immaginato che la Lazio, la Lazio di quest'anno, avrebbe stentato così tanto contro un Lecce reso sapientemente cinico da Beretta. E invece è successo, e solo la furbizia di un certo Simone Inzaghi ha evitato il peggio.
COME DA COPIONE - Si comioncia, e con ciascuna squadra che recita diligentemente la sua parte. La Lazio attacca via via sempre più insistentemente, il Lecce si difende e prova ad abbozzare qualche contropiede. Sono soprattutto Lichtsteiner a destra e la coppia Pandev-Foggia a sinistra a spingere. Ed è così che maturano le occasioni di Mauri, chiamato a una difficile deviazione ravvicinata che finisce alta, e di Ledesma, che su punizione obbliga Benussi a un'acrobatica devaizione volante. Ma il Lecce è in agguato. Si difende ma capisce anche che la retroguardia laziale non è al meglio. Così, a metà tempo, al primo contropiede arriva subito il gol, a firma di Tiribocchi che schiaccia in rete un cross dalla destra. A quel punto la Lazio reagisce di rabbia, ci prova ancora più volte ma si innervosisce e subisce ancora il contropiede leccese fino alla chiusura della frazione di gioco.
LA RIPRESA - Pochi minuti dopo il fischio della ripresa, Delio Rossi inizia a muovere le sue pedine. La prima a essere giocata è Meghni, che in effetti si mette subito in luce con alcuni dribbling. Poi tocca a Kolarov che pochi minuti dopo il suo ingresso colpisce la traversa con una bella punizione a rientrare di sinistro. Ma i minuti passano: ci provano Pandev, Zarate e Meghni, ma niente da fare. E' di Pandev l'occasione più ghiotta, quando il macedone si gira bene per un sinistro micidiale che esce di un niente. Rossi allora nel finale gioca la carta Inzaghi, che si rivela vincente: alla maniera del più noto fratello, irrompe sul filo del fuorigioco e mette dentro al volo da pochi passi. Poi agguanta il pallone per un arrembaggio nel recupero: ma un arddoppio sarebbe stato troppo.
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