Mourinho: 'Serve un centrocampista'. La sua legge 'Niente ritardi e errori'. Adriano è avvisato
17:02 del 16 luglio
Josè Mourinho al primo giorno di raduno detta la sua legge: non tollererà ritardi, chi commetterà errori di comportamento verrà accantonato. il tecnico parla del primo contatto con i giocatori. "Sono arrivato prima di tutti, ho detto poche parole, li ho osservati. In tutto ci siamo parlati per 25 minuti: li ho visti attenti, concentrati, ho avuto sensazioni positive. Ho parlato delle mie idee tattiche, delle regole di allenamento, del codice che deve esserci tra noi. Per me conta il buon senso. Non posso chiedere a loro cose che io non potrei fare. Se arrivo tutti i giorni un’ora e mezzo prima dell’allenamento, non posso accettare che uno di loro arrivi in ritardo. Le multe? Quelle sono solo uno scherzo per chi guadagna milioni. Chiedo solo rispetto. Io non aspetto nessuno, e se qualcuno viola le regole va a casa. E in tribuna".
Sul mercato: "E' aperto fino al 31 agosto e ci serve un centrocampista. Lampard è del Chelsea, ma con lui ho lavorato benissimo. Quaresma mi piace, ma è del Porto. Comunque, la rosa va sfoltita: voglio lavorare con 22 giocatori al massimo, più i portieri. Stankovic? Non è un problema, ma non ho più rivisto il giocatore che era alla Lazio. E sono contento che il Milan abbia preso Ronaldinho, perché lavoriamo tutti per rifare grande la serie A. In serie A c’è un calciatore che mi piace molto, ma non fa parte delle grandi".
Poi tocca ad Adriano. "Le parole che ho sentito sono positive. Ma domani lo voglio vedere stanchissimo dopo il primo allenamento".
Questa la sua filosofia. "Il vincente è quello che dopo aver vinto ha ancora voglia di farlo. E’ molto facile e al tempo stesso molto difficile lavorare con me, tutto è chiaro, organizzato, senza dubbi. Le cose si dicono faccia a faccia, tutti devono pensare come me, ci vuole passione, rispetto, ambizione senza limiti. Sono aggressivo nello stabilire gli obiettivi, ma non mi sento un rivoluzionario, non voglio esserlo. La mia filosofia di vita è anche quella di allenare: onestà, ambizione e carattere sono qualità che non vorrei perdere mai".
L’attacco. "Abbiamo sei punte, è vero, sono tante e non si potranno fare felici tutti. Tre giocheranno, due andranno in panchina. C’è tempo per lavorare e decidere, nessuno di loro è un bidone".
Burdisso. "Forse abbiamo troppi centrali, saranno sei quando tutti staranno bene. Io gioco con 2 centrali, uno va in panchina, 3 in tribuna. Vedremo, il mercato chiude il 31 agosto".
Ibrahimovic. "Zlatan sarà pronto per la prima giornata di campionato".
Il passato - "Il Mago Herrera, il signor ’acca acca’ ha una storia indimenticabile per il calcio italiano e per l’Inter. Io in questo momento non sono niente. Sono l’allenatore che vuole lasciare una traccia nell’Inter dopo averlo fatto con il Porto e il Chelsea".
Su Mancini: "Non è bello paragonare lui e il suo lavoro al mio. Mancini è già nella storia dell’Inter, io no".
Poi punzecchia Ancelotti. Gli chiedono del derby e gli ricordano delle parole usate da Ancelotti qualche mese fa, quando il nome di Mourinho, che da calciatore non ha avuto gli stessi successi, veniva accostato anche al Milan. Lui ci pensa un po’, poi affonda: "Forse lui ha dimenticato che nella storia del Milan è Sacchi quello che ha giocato il miglior calcio. E Sacchi, come me, non ha giocato a calcio ad alto livello. Il mio dentista è fantastico, ma non ho mai avuto mal di denti...".
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